Langhe-Monferrato 2012

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L’autunno con i suoi colori, la vendemmia e i suoi profumi rendono le Langhe e il Monferrato una zona meravigliosa. Cosi’ ecco l’idea di trascorrere un week-end in bicicletta attraverso queste terre, in pieno spirito Pedale-Maiale, alla ricerca del piacere di pedalare in mezzo alla natura, degli ottimi cibi e degli eccellenti vini del Piemonte. Con tappa, non del tutto casualmente, ad Alba, proprio dove viene prodotta la celebre Nutella.


  1. Alessandria – Alba (22 settembre)
  2. Si converge ad Alessandria il sabato mattina da piu’ fronti. In 5 da Pavia, col regionale delle 7:05am (treno teoricamente adibito al trasporto bici, ma in realta’…), Baldone da Voghera, Raffaele da Albairate e Pier, in auto, da Castione. Sembra incredibile ma tutto funziona a meraviglia, e dopo una “prosperosa” colazione al bar di fronte alla stazione, alle 9:00 gia’ si pedala. Si esce da Alessandria in direzione Fubine, tutto pianeggiante con all’orizzonte le prime colline. Strade tranquille, poco trafficate, ottima atmosfera. Si arriva poi a Montemagno e qui, nella foga di affrontare la salita al Castello, ecco il primo intoppo: cede, di schianto, la catena del Baldone. Ma, seppur con non poca fatica, si riesce a sistemare alla meglio il mezzo e si riparte. L’arrivo ad Asti e’ su strade un po’ trafficate, ma la citta’ e’ accogliente, e gli astigiani pure. Si riparte attraversando bellissime colline e ci si ferma ad Antignano presso “La Taverna dei Mille“, un posto rivelatosi addirittura eccezionale, probabilmente il miglior posto dove il Pedale-Maiale abbia mai mangiato. Antipasti piemontesi, tajarin, gnocchi con fontina e straordinari agnolotti, tutti abbondantissimi e accompagnati dalla simpatia dei proprietari. E poi il bunet finale, per ricaricare le energie. E ovviamente ottimo vino rosso (bonarda piemontese) ad accompagnare il pranzo.
    Si riparte, un po’ appesantiti ma felici e si prosegue l’itinerario collinare fino ad Alba. L’unico imprevisto e’ una caduta del Baldone, per fortuna senza troppe conseguenze. Troviamo alloggio all'”Alba Village Hotel“, rivelatosi molto confortevole ed economico. Pur non essendo in posizione centrale, in bici ci si impiega pochi minuti a raggiungere il centro storico di Alba. Qui ci siamo concessi una fresca birra, e una cena all'”Osteria dei Sognatori“, purtroppo non rivelatasi all’altezza della sua fama. Cena a base di antipasti vari, discreti, e con tajerin come primi, sufficienti, ma nulla al confronto di quelli assaggiati a pranzo. Anche i vini non si sono dimostrati granche’, ma a indisporre sono state soprattutto alcuni dettagli del servizio.

  3. Alba – Alessandria (23 settembre)
  4. Dopo una colazione piu’ che decorosa, si riparte a cavalcare le colline delle Langhe. I vigneti sono carichi d’uva e la vendemmia e’ alle porte. La sosta a Barbaresco non poteva mancare, e neppure la degustazione del celebre vino omonimo. I paesaggi sono davvero straordinari, e le stradine in mezzo ai vigneti poco trafficate sembrano l’ideale per la bici. Peccato per il cielo grigio, ma quantomeno non piove. Si arriva poi a Santo Stefano Belbo, si passa per Canelli e si decide di fermarci per pranzo a Nizza Monferrato. E’ domenica e non ci sono molto locali aperti, ma per fortuna ci fermiamo al “Ristorantino Tanti“, dove gustiamo un’ottima farinata, oltre che’ una calorica pasta e fagioli. Ancor piu’ calorico, comunque, il dolce finale, chiamato Mattonella. Si riparte, a malincuore, e si arriva ad Alessandria intorno alle 16, in tempo per la foto di rito, e per prendere ciascuno il treno che ci riportava a destinazione. Con nel cuore il ricordo di un bellissimo weekend trascorso con amici veri, in posti bellissimi.

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