Abruzzo (2005)

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Un giro meraviglioso, partendo da Pescara e transitando per la mitica Cocullo nel giorno della festa. E poi il Parco Nazionale d’Abruzzo e le pedalate in mezzo ad una natura bellissima…

  • Mappa: tappa 1, tappa 2, tappa 3, tappa 4, tappa 5
  • Tracciato GPS: non disponibile
  • Foto
  • Partecipanti: Augusto, Davide, Enrico, Ivan, Riccardo

  1. Pescara – Manoppello (3 maggio)
  2. Partiti da Pavia di buon mattino per recarci prima a Milano e da lì proseguire poi per Ancona sempre con treno interregionale (dove è previsto il trasporto delle biciclette). Arrivati ad Ancona abbiamo sfruttato il tempo a nostra disposizione prima della coincidenza per Pescara per far sgranchire le gambe, le bici e le fauci, attraversando il centro della città fino a trovare una focacceria che si è rivelata degna delle nostre esigenze alimentari. Arrivati a Pescara e attraversata la nuovissima stazione, poco dopo le 13, ci dirigiamo verso Chieti prima di volgere verso Manoppello dove avremmo passato la notte.

    La strada per Chieti si rivela estremamente impegnativa sia per il traffico che per il dislivello e Riccardo, non in perfetta forma, accusa il colpo. Scendiamo quindi rapidamente e ci dirigiamo verso Manoppello. La strada per giungere in questo luogo si snoda attraverso un bellissimo bosco, le macchine si fanno rare e la pedalata trova il giusto ritmo. In breve siamo all’albergo che ci ospiterà per la notte contiguo al Santuario del Volto Santo. Arriviamo in tempo per il tramonto, a est si intuisce l’adriatico, a ovest si delinea il profilo del Gran Sasso che si tinge dei colori della sera. E soprattutto arriviamo in tempo per il primo incontro con la cucina locale. Una serie di primi piatti di pasta e un’atmosfera decisamente alla mano ci mettono a nostro agio e ci predispongono per una piacevole notte di riposo. Domani sarà salita.

  3. Manoppello – Sulmona (4 maggio)
  4. Questa tappa si è rivelata fin da subito bellissima per i paesaggi attraversati. La strada che sale (ben 1000 metri di dislivello) fino al passo di San Leonardo si svolge infatti per 30 km in una valle con soli due centri abitati. Il traffico è ridottissimo, la vista sui monti della Maiella è affascinante. All’inizio il B-52 di Enrico (così è chiamato il suo leggiadro veicolo) decolla ma poi si lanceranno in avanti Ivan e Sanz spronati da un rubusto appetito. Infatti il gruppo si ricombatta nel paese di Sant’Eufemia dove banchetta a base di ricotta fresca e pane. Nel paese, piccolo e caratteristico, incontriamo poche persone e qualche pastore abruzzese (la razza canina).

    Riprendiamo la salita, Augusto in splendida forma sale veloce. La giornata è soleggiata e al passo consumiamo un’ulteriore sosta con i resti della ricotta seduti in un prato fiorito che sta rapidamente prendendo il posto delle ultime macchie di neve. Segue la divertente discesa che ci porta verso Campo di Giove, attraversiamo paesi molto belli e per certi aspetti “alpini”. Attraverso una stretta gola infine giungiamo in mezzo agli ulivi e siamo in breve a Sulmona dove dormiremo. Qui veniamo raggiunti da Dario, ex collega di Pavia originario di Cocullo, nelle vicinanze. Domani saremo da lui per assistere alla festa patronale, ma intanto ci guida per Sulmona fino ad un ristorante dal ricchissimo e vario buffet e che in menù propone una zuppa che non ammette equivoci “lampi e tuoni”. La serata prosegue allegra visitando Sulmona, che si rivela molto vivace, e facciamo tardi prima di salutare Dario e tornare a dormire.

  5. Sulmona – Scanno (5 maggio)
  6. Il sole sorge troppo presto e la tappa e la serata precedente ci fanno desistere dall’idea di recarci a Cocullo in bici. Anche perché non vogliamo perderci nulla della festa patronale. Ci dirigiamo così alla stazione di Sulmona dove saliamo su un piccolo trenino gremito di persone dirette come noi a Cocullo. Le nostre bici cariche di bagagli suscitano la curiosità dei ferrovieri, con cui scambiamo qualche battuta mentre il convoglio sale tra viadotti e gallerie fino alla vallata dove sorge il paese. Qui troviamo ad accoglierci Dario e suo padre che da subito ci fa oggetto della migliore ospitalità abruzzese. Assistiamo quindi alla festa patronale: delle serpi catturate nelle settimane precedenti sono portate al collo dai fedeli e anche noi ci adeguiamo a questo curioso rito. Le serpi sono poi poste sulla statua del santo (San Domenico Abate) che viene portata in processione per il paese. La cerimonia finisce intorno all’ora di pranzo salutata dal boato di alcuni petardi molto potenti.

    Noi siamo ospiti a casa di Dario per un pranzo squisito e lunghissimo, ci alzeremo diverse ore dopo non prima di aver gustato dell’ottimo capretto e brindato con il fortissimo Centerbe. Una passeggiata per le vie del borgo aiuta la digestione e consente di visitare questo borgo ora che la ressa se ne è andata. Ancora un brindisi e ci dirigiamo accompagnati anche da Dario per un buon tratto verso Scanno. Attraversiamo quindi le gole del Sagittario e verso sera arriviamo a Scanno. Augusto soffre un po’, il fresco della sera unitamente all’abbondanze pranzo non ancora smaltito e alla salita lo fiaccano, ma nell’albergo c’è modo di riposare prima di una passeggiata serale per le vie di questo paese che conserva angoli suggestivi che richiamano un ritmo di vita più naturale.

  7. Scanno – Castel di Sangro (6 maggio)
  8. Al mattino dobbiamo a malincuore salutare Enrico e Riccardo che ci abbandonano per motivi vari. Riscenderanno a Sulmona e da lì in treno rientreranno a Pavia. In terra d’Abruzzo restano Ivan, Augusto e Davide che si rimettono in sella per entrare nel cuore del parco d’Abruzzo. Il tempo non è dei migliori ma la strada sale e lo prendiamo come un vantaggio. Dopo aver superato Monte Godi, scendiamo lungo una lunga discesa che da modo a Ivan di sfruttare la sua abilità in bicicletta. Al termine della discesa ci imbattiamo in un’ambulante che vende ottimi panini a base di porchetta con cui pastegggiamo dividendoli con una coppia di giocosi pastori abruzzesi.

    Ci dirigiamo quindi verso l’abitato di Pescasseroli dove ha sede uno degli accessi al parco e dove un piccolo museo e un piccolo serraglio mostrano le varietà di fauna e flora presenti. E’ il momento di ritornare sui nostri passi per dirigerci verso Castel di Sangro costeggiando il lago di Villetta Barrea. Alcuni violenti scrosci di pioggia ci investono ma per fortuna, pur essendo fradici, non ci lamentiamo memori dell’esperienza dell’anno precedente in Umbria. Giunti finalmente a Castel di Sangro ci asciughiamo in hotel prima di visitare la cittadina e… scegliere il ristorante. Salendo alla rocca un arcobaleno in cielo ci fa sperare che il tempo migliori l’indomani.

  9. Castel di Sangro – Sulmona (7 maggio)
  10. Si parte presto perché a Sulmona dobbiamo prendere il treno per Pescara, in tempo per la coincidenza che ci riporterà a Milano e a Pavia. C’è il sole e affrontiamo di ottimo umore la salita che ci porta verso Roccaraso, attraverso l’altipiano delle Cinque Miglia e il bosco di Sant’Antonio. La salita non è breve ma l’altipiano delle cinque miglia e la strada fino a Pescostanzo sono paesaggisticamente notevoli. Siamo un po’ di corsa però, temiamo di perdere il treno. In discesa Ivan allunga per fermare il treno in stazione, Davide attende Augusto per aiutarlo negli ultimi chilometri di pianura ma… … il treno parte dopo un’ora e mezza. Il tempo necessario per rivedere Dario e mangiare con lui un ultimo boccone di vera porchetta al mercato di Sulmona. Saliamo sul treno che mastichiamo ancora e ci rilassiamo durante il viaggio verso Pavia dove, una volta arrivati, si converge a casa di Augusto per un ultimo spuntino a base di… maiale.

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